Donazioni, con la Manovra cambia tutto: addio «restituzione» della casa, cosa possono fare ora gli eredi

Potrebbe cambiare in maniera sostanziale il regime delle donazioni. Lo prevedeva una norma prevista dal disegno di Legge di Bilancio e poi stralciata dal Senato e quindi rimandata a un provvedimento ad hoc. La novità, se il testo verrà riconfermato, è che vengono resi vendibili immobili che con le regole attuali erano difficilmente cedibili senza la stipula di un’assicurazione ad hoc.

La «vecchia» disciplina dei beni oggetto di donazione

spiega il notaio milanese Filippo Salvo: «Con le norme attualmente in vigore chi acquista un immobile ricevuto in donazione può sentirsi chiedere dagli eredi del donante (in caso di lesione della quota legittima) la restituzione dello stesso, purché gli eredi legittimati abbiano iniziato la causa di riduzione entro 10 anni dalla successione e comunque entro i venti anni dalla successione. Questo meccanismo complica notevolmente la vendita di immobili donati soprattutto se l’acquirente terzo chiede un mutuo, dato che gli eredi chiedendo a lui la restituzione possono rendere inefficace l’ipoteca.
Il risultato è che le banche non concedono il finanziamento, o lo concedono solo a seguito della stipula di un’assicurazione ad hoc.

Con la modifica della normativa gli eredi potranno chiedere solo il controvalore della casa donata (o di altro bene) e, soprattutto, lo potranno chiedere solo a chi ha ricevuto la donazione e non più al terzo acquirente e così l’eventuale ipoteca accesa a garanzia del mutuo rimane efficace, facendo venir meno le riserve degli istituti di credito».

Cos’è l’azione di riduzione

Il notaio Salvo usa l’espressione tecnica «riduzione». Che cosa significa? La donazione è a tutti gli effetti un anticipo dell’eredità e quindi una volta aperta la successione bisogna verificare che non sia stata lesa la quota legittima di uno degli eredi. Ipotizziamo un genitore (vedovo o divorziato non ha importanza) che dispone di un patrimonio di 300 mila euro. Ha due figli ma ha una spiccata preferenza per uno dei due e gli dona 150 mila euro. Se all’apertura della successione i 150mila euro rimanenti fossero equamente suddivisi tra i due figli vi sarebbe una lesione della legittima, perché quel genitore ai fini successori può disporre liberamente sono di un terzo del suo patrimonio e quindi al massimo il figlio prediletto può avere 200 mila euro (100 mila di legittima più 100mila della quota disponibile del padre) anziché i 225 mila ottenuti. L’azione di riduzione consiste nella richiesta da parte del figlio che ha ricevuto solo 75 mila euro dei 25 mila euro dati di troppo all’altro. Il guaio è che spesso le donazioni non riguardano beni liquidi di valore certo, con i quali i conti sono presto fatti, ma immobili e quindi, qualora non ci sia accordo tra le parti, è necessario dare via a un lungo iter di perizie.

Un sistema molto usato negli ultimi anni in caso di acquisto di immobile proveniente da donazione, è, come accennavamo sopra, la stipula di una polizza assicurativa che tutela dal rischio di un’azione da parte degli eredi legittimari. «Ogni anno –dice Alberto Saiu di Aon, broker assicurativo specializzato in questo tipo di garanzia- vengono emesse in Italia circa 20mila polizze di questo tipo garantendo la commerciabilità dei beni. La modifica introdotta dalla Legge di Bilancio rischia di comprimere fino a renderli di fatto nulli i diritti degli eredi legittimi». Saiu fa l’esempio di un vedovo con figli che effettua una corposa donazione dei suoi beni immobili a una badante, che una volta venduto gli immobili e incassato il corrispettivo torni legittimamente nel suo paese. «Con le norme attuali i figli del vedovo potrebbero esperire un’azione di riduzione nei confronti nel terzo compratore, che, se assicurato, non perderebbe la casa né subirebbe un danno monetario. Con le nuove norme i figli dovranno chiedere il rimborso del valore di quella casa alla ex badante, che con tutta probabilità risulterebbe irreperibile e, se rintracciata, nullatenente. A quei figli rimarrebbe un mero diritto di credito».

Compare listings

Confrontare